La sicurezza prima di tutto

l'Ing. Adriano Paolo Bacchetta, è stato chairman  della sessione "I prodotti chimici e la normativa di settore" nell'ambito del convegno " I prodotti chimici nei cicli di produzione industriale: gestione e smaltimento", che si è tenuto lo scorso 15 febbraio nell'Aula Magna del Campus di Ingegneria dell'Università di Bergamo. Inoltre, ha presentato una relazione dal titolo "Il rischio chimico in edilizia".

Come noto, gli agenti chimici non sono presenti solo nelle aziende di settore nei laboratori di analisi o nei processi di controllo qualità, ma anche in molti altri ambiti come, ad esempio, l’edilizia, la farmaceutica, le falegnamerie, la metalmeccanica, i servizi di pulizia, le stamperie, l’agroalimentare, solo per citare qualche esempio. Il costante aggiornamento dei dati sui pericoli connessi alla manipolazione di sostanze chimiche e le modifiche alle normative vigenti, richiedono una costante attenzione da parte delle aziende verso l’aspetto “evolutivo” della valutazione del Rischio Chimico che, di fatto, è un processo dinamico.

 

Sono aperte le iscrizioni al prossimo XI Mastercourse per la formazione di Tecnici per la gestione degli adempimenti connessi alle attività lavorative negli Ambienti sospetti di inquinamento o confinati. Tale iniziativa, unica in Italia, come dimostrato dal gradimento dei partecipanti che hanno frequentato le edizioni precedenti di questo particolare modulo formativo, si focalizza sulla ricaduta pratica che questo corso di formazione/aggiornamento che, grazie alla strutturazione aderente alle reali necessità e alla Faculty di elevata competenza, fornisce ai partecipanti colle elementi utili per progettare gli interventi in ambienti sospetti di inquinamento o confinati. Inoltre, la modalità didattica interattiva e il pieno coinvolgimento dei partecipanti nell'analisi di specifici case study, anche legati all'esperienza individuale, consente di acquisire modalità operative immediatamente applicabili. 

Si è tenuto lo scorso il 21 novembre p.v. a Modena l'VIII Convegno Nazionale sulle attività negli Spazi Confinati "La gestione degli Ambienti sospetti di inquinamento o confinati nel settore delle costruzioni".

Il tema scelto è stato quello della gestione delle attività in questi particolari ambiti operativi, così come configurabili nel settore delle costruzioni. La ragione della scelta del tema, è derivato dalle nostre attività di ricerca che indicano l’importanza d’incrementare la consapevolezza del rischio specifico tra gli operatori del settore.

La figura del Rappresentante del Datore di Lavoro Committente alla luce del DPR 177/2011 e dell'interpello 23/2014

Tra le varie figure che sono coinvolte nell’applicazione di quanto previsto dal DPR 177/2011, quella del Rappresentante del Datore di lavoro committente (nel seguito indicato solo come Rappresentante) è, forse, una di quelle su cui si è meno discusso finora, nonostante sia ancora privo di una chiara definizione specifica di ruolo. Sin dalla pubblicazione del testo del Decreto, questo nuovo ruolo previsto dal Legislatore ha, infatti, subito innescato un dibattito su quali potessero essere i suoi compiti, le sue responsabilità e quali attività potesse effettivamente svolgere nell’ambito delle operazioni, specie riguardo alle altre figure già previste nel nostro ordinamento: Datore di lavoro, Dirigente, Preposto, RSPP, CSP, CSE, ecc..

Esiste un profilo scientifico riguardo alla sorveglianza sanitaria per gli addetti che operano negli spazi confinati?

Come noto, il D.P.R. 177/2011 prevede, nello schema generale di riferimento, che chiunque svolga attività in ambienti sospetti di inquinamento o confinati debba possedere specifici requisiti di qualificazione (art.2 c1).
Tale indicazione vale sia per le imprese che svolgono attività in ambienti confinati con proprio personale dipendente all’interno di ambienti che fanno parte del proprio ciclo produttivo, sia che le appaltino a imprese terze. Chi opera dev’essere adeguatamente informato/formato e addestrato, e questo vale anche per i preposti, e deve possedere attrezzature idonee a prevenire i rischi e DPI (Dispositivi di Protezione Individuale) adeguati. Tali requisiti, oltre ad altri specificatamente previsti nel Decreto, sono condizione vincolante rispetto alla possibilità di eseguire lavori negli ambienti individuati dal Decreto.