La sicurezza prima di tutto

Si è tenuto lo scorso il 21 novembre p.v. a Modena l'VIII Convegno Nazionale sulle attività negli Spazi Confinati "La gestione degli Ambienti sospetti di inquinamento o confinati nel settore delle costruzioni".

Il tema scelto è stato quello della gestione delle attività in questi particolari ambiti operativi, così come configurabili nel settore delle costruzioni. La ragione della scelta del tema, è derivato dalle nostre attività di ricerca che indicano l’importanza d’incrementare la consapevolezza del rischio specifico tra gli operatori del settore.

La figura del Rappresentante del Datore di Lavoro Committente alla luce del DPR 177/2011 e dell'interpello 23/2014

Tra le varie figure che sono coinvolte nell’applicazione di quanto previsto dal DPR 177/2011, quella del Rappresentante del Datore di lavoro committente (nel seguito indicato solo come Rappresentante) è, forse, una di quelle su cui si è meno discusso finora, nonostante sia ancora privo di una chiara definizione specifica di ruolo. Sin dalla pubblicazione del testo del Decreto, questo nuovo ruolo previsto dal Legislatore ha, infatti, subito innescato un dibattito su quali potessero essere i suoi compiti, le sue responsabilità e quali attività potesse effettivamente svolgere nell’ambito delle operazioni, specie riguardo alle altre figure già previste nel nostro ordinamento: Datore di lavoro, Dirigente, Preposto, RSPP, CSP, CSE, ecc..

Esiste un profilo scientifico riguardo alla sorveglianza sanitaria per gli addetti che operano negli spazi confinati?

Come noto, il D.P.R. 177/2011 prevede, nello schema generale di riferimento, che chiunque svolga attività in ambienti sospetti di inquinamento o confinati debba possedere specifici requisiti di qualificazione (art.2 c1).
Tale indicazione vale sia per le imprese che svolgono attività in ambienti confinati con proprio personale dipendente all’interno di ambienti che fanno parte del proprio ciclo produttivo, sia che le appaltino a imprese terze. Chi opera dev’essere adeguatamente informato/formato e addestrato, e questo vale anche per i preposti, e deve possedere attrezzature idonee a prevenire i rischi e DPI (Dispositivi di Protezione Individuale) adeguati. Tali requisiti, oltre ad altri specificatamente previsti nel Decreto, sono condizione vincolante rispetto alla possibilità di eseguire lavori negli ambienti individuati dal Decreto.

 
Tra le fasi che richiedono una specifica progettazione, quella del salvataggio di un lavoratore infortunato o colto da malore all’interno di un ambiente sospetto di inquinamento o confinato, è certamente una delle più delicate. 

Le norme internazionali considerano molto importante l’analisi orientata all’identificazione delle cosiddette situazioni IMMEDIATELY DANGEROUS TO LIFE OR HEALTH (IDLH), ovvero qualsiasi condizione che espone il lavoratore a una minaccia immediata per la sua vita o salute, o che possono causare effetti negativi irreversibili sulla salute, o che potrebbero interferire con la capacità di un individuo di fuggire in modo autonomo da uno spazio confinato soggetto a permesso d’ingresso.